Martina Crepaldi
Data di pubblicazion: 14.06.2020
Confessioni di un ipnotista
L'autore: Martina Crepaldi

E' molto gratificante la Vita di noi Ipnotisti anche se, ovunque andiamo, c'è sempre qualcuno che ci guarda in modo sospettoso e non senza timori. Spesso mi sento dire: “non fissarmi così, ho paura che mi ipnotizzi”; si, come se io trascorressi le giornate ad ipnotizzare tutti quelli che guardo e che incontro! La paura nasce dal fatto alcune persone (una buona parte) crede che gli ipnotisti possano far fare loro quello che vogliono o che riescano a manipolare, in chissà quale astruso modo,... le loro menti! Una volta spiegata la realtà dei fatti, di solito la persona si convince che non c'è davvero nulla di cui aver paura e che, anche se l'avevo fissata negli occhi per più di 3 secondi, non stavo assolutamente cercando di ipnotizzarla. Spesso il dialogo si conclude con una fragorosa risata. Milton Erickson diceva: “Tutto è ipnosi”. E non aveva tutti i torti. Che tu lo sappia o no, sei già stato ipnotizzato migliaia di volte e, allo stesso tempo, sei già un potenziale ipnotizzatore!
Uno studio sui venditori americani di maggior successo, dimostra che essi utilizzano modelli verbali e non verbali propri del linguaggio ipnotico. Lo stesso vale per i discorsi dei maggiori leader che si sono succeduti nel corso della storia politica, culturale e sociale.
Com'è possibile tutto ciò?

Semplice: ogni essere umano, per ottenere ciò che desidera o ciò di cui necessita, ha imparato, nel proprio percorso, a comunicare con un linguaggio il più possibile convincente e persuasivo. 

Qualcuno lo fa in modo naturale, come se si trattasse di una caratteristica innata, altri si sono allenati per migliorare l'espressione di se' e il proprio linguaggio.
Qualcuno è anche portato a pensare, erroneamente, che per riuscire ad ipnotizzare un soggetto sia necessario avere una voce che rilassa o parlare con tono basso e cadenza lenta. Niente di più fuorviante.
Sebbene già riportato in altri articoli, voglio sottolineare l'importanza di un falso MITO: il soggetto, nell'ipnosi, NON E' ADDORMENTATO.
Se crediamo in ciò, significa che la nostra convinzione è che tutti siano ipnotisti da palcoscenico, i quali hanno lo scopo, ovviamente, di intrattenere il pubblico con effetti spettacolari! L'ipnosi, invece, è anche (e soprattutto) altro. Lo ripeto anche in questo passaggio: l'ipnosi è un processo grazie al quale la mente si estranea dal fattore critico (il fattore critico assomiglia a quella vocina che è sempre presente e che controlla senza sosta ciò che succede, analizzando e ragionando su tutto...) al punto che ciò che l'ipnotista propone al soggetto viene accettato come vero (sempre se risponde al modello di realtà del soggetto). Quindi, ora che conosci tutto ciò, dimmi: sei ancora convinto di non essere mai stato ipnotizzato?

E poi rispondo alla domanda che in molti mi fanno: “Perchè hai scelto di fare l'ipnotista?”
Perchè credo fermamente nell'immenso potenziale dell'Essere umano. I suoi limiti vivono solo nella sua mente (in una certa mente). Mostrandogli la Via per cambiare, ogni persone spenta torna a BRILLARE. E poi perchè ho sempre temuto la manipolazione; voglio pensare che se tutti usassimo l'ipnosi come Arte per stare meglio e per far stare meglio, otterremmo benefici enormi e potremmo così liberarci definitivamente dai giochi di potere o di dominazione non voluti.

E ora...
Sei pronto a scoprire l'ipnotista che c'è in te e ad esprimere finalmente ciò che sei?

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